My Town: Il Museo


Il Museo Civico

E’ uno dei piu’ importanti musei civici della Sicilia. Il Museo Civico fu fondato nel 1873 per ospitare tutti i reperti archeologici e gli oggetti di prestigio storico-artistico di proprieta’ del Comune, che, in precedenza erano stati sistemati nella Biblioteca Liciniana, nel Palazzo di Citta’, nella Chiesa Madre. L’edificio che ospita l’istituto museale e’ costituito da vari corpi di fabbrica costruiti in epoche diverse. La parte piu’ antica, e primo nucleo dell’organismo, risale alla fine del secolo XIV, quando il nobile termitano Gragorio Salimpipi ne promosse la costruzione destinandola ad ospedale. La struttura originaria e’ formata da due sale sovrapposte che prospettano nel giardino con una facciata in pietra calcarea a vista, ritmata da una fila di monofore a piano terra e da ampie bifore chiaramontane al primo piano. Nello stesso periodo, in adiacenza al corpo originario, fu edificata la chiesetta di S. Michele Arcangelo: un unico ambiente con pareti interne affrescate da Nicolo’ da Pettineo (XV secolo) e copertura a capanna sorretta da capriate lignee. Nell’anno 1589 l’ospedale SS. Trinita’ fu affidato ai Padri Fatebenefratelli. L’edificio, ora destinato a convento, venne ulteriormente ampliato assumendo l’aspetto attuale. Fu aggiunto un corpo trasversale che chiude a “L” il giardino e che e’ caratterizzato da un portico al piano terra e da ampie bifore e da una serie di cellette al primo piano. In occasione della fondazione del Museo, furono realizzate alcune opere di rifunzionalizzazione ed e’ stato ridisegnato il prospetto principale con l’inserimento di nuovi elementi decorativi. Negli anni 80 sono stati effettuati lavori di risanamento dell’edificio ed e’ stato realizzato un nuovo allestimento. Nell’aprile del 1990 il museo e’ stato riaperto.

Il Museo si articola in tre diverse sezioni riguardanti l’archeologia, i beni artistici (Pinacoteca) e la storia naturale.

Il Pianterreno:

  • Il corridoio d’ingresso ed il grande salone contengono una selezione di materiali preistorici, databili dal Paleolitico superiore in poi e provenienti da ripari sotto roccia e da grotte del territorio. Le due salette che precedono il salone sono dedicate rispettivamente alla colonia greca di Himera ed alla ricca raccolta numismatica, con tipi monetali greco-sicelioti e romani; nella grande sala sono i reperti provenienti dalla “Colonia Augusta Termitana”, tra i quali spicca la bella serie di ritratti e in particolare la testa di Agrippina Maggiore.

La Cappella di S. Michele Arcangelo:

  • L’annessa chiesetta quattrocentesca apre la sezione storico-artistica con opere di notevole livello qualitativo, tra cui il trittico con “Madonna e Santi” di Gaspare da Pesaro e figlio (XV secolo) e una “Madonna con Bambino” di A. Cagini (XV secolo).

Il primo piano:

  • Dalla cappella si puo’ accedere al grande salone del piano superiore, il cui percorso espositivo annovera artisti siciliani come i fratelli Graffeo, lo Spallitta e il La Barbera; tra le opere piu’ significative emergono una “Annunciazione” su tavola di scuola fiamminga ed un bozzetto attribuito a G. L. Bernini raffigurante “S. Girolamo”. Nel corridoio opere riferibili al XIX secolo ed una interessante raccolta di stampe e incisioni tra il VXIII e il XIX secolo. Il percorso espositivo si conclude con la piccola, ma interessante, raccolta naturalistica, sistemata nelle cellette dell’ex convento e costituita da materiali fossili, malacologici, mineralogici, e tassodermizzati, che illustravano la situazione ambientale del territorio termitano, con riferimento anche alle specie estinte.